Abbasciu = sottocoperta.
Abbattiri = cambiare direzione quando si bordeggia.
Abbuccari = capovolgersi.
Abbunazzari = il calare del vento o delle onde.
Agguantari = tenere fermo, "agguanta 'na magghia".
Alacciara = rete per la pesca di "scurmi" e "sauri".
Ammagghiari = restare catturato nelle maglie.
Ammanari = ammainare, togliere la vela.
Ammarticata = mareggiata.
Ammurrari = toccare terra.
Appuggia = (comando) navigando a vela, posiziona col timone la barca in modo da farle prendere più vento possibile. Il contrario di "orza".
Arburu = albero.
Arganu = attrezzo per alare le barche più grosse. É costituito da un cilindro su cui si avvolge la gomena e da due travi perpendicolari tra loro, alte da terra a livello uomo, che fungono da leve e che i marinai, facendoli girare intorno al cilindro, sfruttano per produrre notevole energia col minimo sforzo.
Assumari = assommare, venire a galla, salire in coperta.
Bardassuni = rete trascinata in pesca dalla corrente marina.
Billaccuni = fiocco.
Bitta = maniglione a "T" per legare e fermare cime e corde.
Bunazza = calma di vento e di mare.
Burdiggiare = navigare di bolina.
Buzzietru = bozzello a una o più pulegge.
Calari = mettere le reti in mare.
Calomi = corde ancorate al largo con galleggianti di sughero e mazzi di canne verdi per far ombra ai "capuna" (corifene).
Calumetra = corda realizzata a mano con lo sparto "disi".
Camiatu = miscela di esche pestate per attirare i pesci nel posto dove si vuole pescare all'amo.
Capavvientu = corda legata alla prua della barca per non farla mettere di traverso durante l'alaggio con mare mosso.
Capitietru = corda a due capi con "ridancia" agganciata sui fianchi della barca e con cappio centrale e "ridancia" su cui si aggancia il "tiratira" per alare le barche.
Capu = cavo, corda di "cànnumu" o di "disi" (sparto).
Capunara = rete a circuizione per la pesca dei "capuna" (corifene).
Carini = doppia chiglia per facilitare l'alaggio della barca.
Cartetra = cesta per contenere i pesci pescati.
Caru = estremità inferiore più robusta dell'antenna.
Cavigghia = caviglia per legare cavi.
Cazzari = assuccare, tirare una cima.
Ccippuna = corde ancorate con galleggianti di sughero per sostenere le "nasse".
Cima = corda, cavo.
Corpa 'e mari = ondate.
Cosi curruti = oggetti alla deriva.
Crapistera = cappio per tenere insieme i sugheri delle "orze" e dei "sàimi"
Cuoppu = cono di rete sostenuto da un cerchio di ferro e un'asta di legno.
Dari funnu = ancorarsi.
Dari vota = legare una cima.
Disi = Sparto, pianta a filamenti lunghi e sottili che i pescatori usavano per realizzare a mano corde e sagole di uso più comune e meno impegnative.
Falangu = grosso "paratu".
Fari acqua = quando dal fasciame non perfettamente stagno entra acqua a bordo.
Fari vila = alzare la vela.
Fascia = stretta rete di poche maglie per unire il panno della rete al "sumu" e al "chiummu".
Feri = delfini.
Fersa = striscia di tela per fare le vele.
Fierru = àncora.
Fora = foravia, e "nterra" terravia - nei rilevamenti "signali" si usa "a" o "u" e "pa o "pu" per indicare un punto della costa in direzione di un altro punto ( 'u sceccu pa casa!). Oppure "affacciannu", quando spunta all'orizzonte il picco di una montagna o un paese.
Forarittu = punto perpendicolare alla costa.
Frenu r'orza = corda, cavo.
Frìscina = fiocina.
Fusu = cilindro di legno girevole su due leve ("aricchietri") per salpare le reti.
Jàciu = maniglia del timone.
Janciu = gancio metallico.
Jassa = cappio per legare i "sàimi" e altro.
Lièggiu = piccolo foro sul fasciame di prua per scaricare l'acqua eventualmente entrata nello scafo.
Màgghia = elemento quadrato del corpo della rete.
Manata = un tratto di rete di circa cm.60.
Mantigghiu = attrezzo sull'albero per alzare la vela.
Mari = mare, "lisciu", "marittetra", maretta", "marusu" / calmo, poco mosso, mosso, agitato.
Matasciuna = serie di cavetti per legare la vela all'antenna o per ridurre la superfice della vela esposta al vento.
Mazziari = toccare il fondo, quando una barca è ormeggiata troppo vicina alla riva per cui il movimento ritmico delle onde fa toccare la chiglia sul fondo.
Màzzira = sasso legato a un cavo e usato come àncora.
Mettiri 'n forza = assuccare una cima.
Migghiu = miglio, m.1853,18 - 1/60 di grado del meridiano terrestre.
Mpùniri = legare l'amo alla lenza.
Mpuppa = posizione della vela ottenuta mollando il "ravanti" e mettendo il "caru" di traverso alla direzione del vento. Vento in poppa.
Muddrari = varare. "Motra", molla un cavo.
'Ncucciari = agganciare.
'Nchiummatura = annodare i capi di due cavi intrecciandone i fili.
'Ngiegnu = attrezzo con due bozzelli per alzare la vela sull'albero.
Ntinna = antenna, albero trasversale per montare e stendere la vela latina (fari vila). É costituita da "pinna" e "caru".
O lestu = senza "voti". Dicesi di reti e cavi regolarmente avvolti.
Orza = (comando) posiziona la barca col timone per navigare a filo di vento quando si bordeggia controvento. Il contrario di "appuggia".
Orza = galleggiante di sughero (boa) per segnalare reti o palamiti postati in pesca.
Orzappuppa = cavo antaginista del "ravanti" per equilibrare il "caru" dell'antenna.
Paluòggiu = rimorchiare la barca in acqua con una corda, camminando a piedi lungo la riva.
Panniari = allestire il panno delle reti per favorirne l'asciugamento e controllare eventuali danni, "vuccati".
Parancu = Attrezzo a due bozzelli e cavi per produrre più energia con meno sforzo, "tiratira".
Paràngulu = palamito, "liettu" e "virazzola".
Paranza = rete a strascico.
Paratu = supporto di legno su cui si fa scorrere la "rota" per agevolare l'alaggio.
Parmu = palmo, cm.25 - canna , m.2.
Passu = braccio, m.1,80.
Peri 'i putru = nodo in cima ad un cavo per evitarne lo sfilacciamento.
Pinna = estremità superiore più sottile dell'antenna.
Piscari = Caratteristico rumore provocato da sarde ed alici, che si sente "frangiri" al tramonto sul luogo di pesca.
Piscazza = branco di pesci.
Posta = calata della rete in mare, "posta 'e prima sira", posta 'e l'arba".
Praia = spiaggia, "praia 'e mari".
Puppa = poppa.
Rari funnu = ancorarsi.
Rari vota = legare la cima di un cavo alla "bitta".
Ravanti = cavo che regge il "caru" e dalla cui tensione dipende la navigazione a vela .
Rema = corrente marina.
Ridancia = anello di ferro sagomato per rinforzare i cappi quando occorre inserirvi ganci metallici.
Rièfulu = refolo di vento.
Rimu = remo. "Rimu a sièrivu" in funzione di timone.
Rizzàgghiu = Jacco, rete circolare da lancio.
Rizzi = reti da pesca composte da parti singole dette "tuoni", in genere tre.
Rizzu = riccio di mare.
Rota = chiglia.
Ruppu = nodo, "ruppu chianu", "parlari".
Sàimi = piccoli galleggianti di sughero con cavetto per regolare la profondità delle reti in pesca.
Sàrciri = riparare le reti con "ùgghia" e filo .
Sarpari = salpare le reti, "imu a vìriri".
Sàssula = arnese in legno per sgottare l'acqua.
Scannagghiu = scandaglio, per misurare la profondità.
Scarmu = scalmo, paletto di legno piantato sul bordo dello scafo per inserirvi il remo con lo stroppo.
Scaru = scalo, posto barca in spiaggia.
Scassa = incavo su cui si inserisce e si fissa l'albero.
Schitti = "rizzi 'i trigghi" (triglie), "rizzi 'i sicci" (seppie). Vedi "tramagghiu"
Sciacquari = deriva dal latino "extra aquam", qualunque cosa che dal mare viene depositata sulla riva.
Sciuoppu = stroppo.
Scotta = corda poppiera per regolare e reggere la vela latina.
Siari = sciare (remare indietro).
Signali = rilevamenti.
Sivu = grasso animale per lubrificare "rota" e "parati".
smannu = dicesi di cavo non tirato, libero.
Spiriri 'a vila = disarmare la vela dall'antenna.
Stuzia = bompresso. Asta prodiera per reggere il fiocco "billaccuni".
Sumu = parte della rete coi galleggianti. "Chiummu", parte opposta coi piombini "vaiani".
Surgiri = ancorare.
Tavulubagnuni = piano di calpestio di poppa.
Timuni = timone
Tinuti = scogli o relitti sul fondo, in cui c'è pericolo che si possano incagliare le reti a strascico o a corrente. "Paranzi" e "bardassuni".
Tiratira = attrezzo con due bozzelli per alare le barche.
Tramagghiu = tramaglio, reti a tre teli, due esterni a maglie molto grandi "parita" e uno centrale a maglie piccole "pannu".
Tratta = rete per la pesca di sarde e acciughe "anciovi".
Trimulina = vermi di mare che vivono in colonie su banchi di sabbia pieni di buchi e canaletti da essi stessi costruiti. Ottima esca.
Trozza = piccolo"'ngiegnu" per serrare con un cappio l'antenna all'albero.
Tuonu = parte di una rete composta da tre o più parti: "tuonu 'a varca", "tuonu 'i mienzu", "tuonu 'a cura".
Úgghia = ago su cui è avvolto il filo per riparare le reti.
Úgghia 'e puppa = punta di ferro per inserirvi il timone.
Úmmina = gomena.
Urfata = piccola baia.
Uorru = fiancata laterale della barca nella cui parte superiore sono fissati gli scalmi.
Varca = barca.
Varivitta = robusta corda di canapa usata per il varo rapido delle barche.
Vigghiuolu = secchio. Una volta era anche di legno.
Vilaranni = vela per navigare con venti miti e deboli.
Viletta = vela più piccola per navigare con venti forti e tempestosi.
Vota = giravolta nella rete, inversione di "sumu" e "chiummu".
Vucari = vogare (remare in avanti).
Vuccata = largo buco nella rete causato spesso dai delfini.
Vuzzu = gozzo, "vuzzarietru", "caiccu".